La vita è sogno, il sogno è vita

L’incontro con il mondo dei sogni ha da sempre segnato il cammino dell’uomo nella vita. La vita è sogno, come ricordava Pedro Caldéron de la Barca nel 1635, ma anche il sogno è vita. Il suo palcoscenico è quello della notte, che da “casa” alle tenebre, al buio, all’oscurità. Qui, come fossimo a teatro, prendono vita i fantasmi e gli spettri, che la abitano. Fantasmi spettri che a volte travalicano le difese del sogno stesso per divenire incubo, gesto, parole, ma anche vere e proprie malattie. Dolce e tenera, ma anche tumultuosa e terrifica può essere la notte, là dove il pensiero si fa quieto e fiducioso e il cuore attende, che una mano protettiva lo spinga in cielo, ma anche là dove infuria la tempesta. La notte sembra così abitare due mondi, quello degli Angeli protettori e quella dei Cavalieri neri, che scorrazzano furiosamente nelle terre della vita. L’oscurità della notte può infatti generare paura e tremore, mostrare inquiete figure, può essere il terreno di incontro con l’ignoto, là dove le cose vagano ancora nella fluidità dell’informe, ma anche forma di conoscenza capace di illuminare la mente e il suo immaginario.  

Entrare nella notte non è infatti sospendere la vita ma allargarla, espanderla nell’Altrove, che non ha luce, se non quella che il sogno può far rinascere … Solo le parole della poesia sanno autenticamente incontrare le strane voci, che vengono da quei territori dell’esistenza, che a volte riconosciamo come vicini, mentre altre restano lontane nei luoghi più inesplorati della memoria. Voci che si fanno a volte compagni di strada, altre incontri inattesi, come scrive Hillman, con le figure degli Inferi, che giungono dalla nostra arcaicità e forse anche dal nostro futuro.  Il mondo onirico, protetto dal sonno che lo ospita, diviene così una misteriosa conversazione dell’anima con sé stessa, una sorta di “rivelazione drammatica del suo stesso destino interiore”.   

                                                                                                                                                                                     Graziano Martignoni